La Gallura, un pò di tutto per conoscere meglio questa regione della sardegna.
Il territorio
Gallura - il golfo di Cugnana, sullo sfondo Capo Figari ed il profilo dell' isola di Tavolara
Gallura - San Teodoro - l'isola di Tavolara - lato sud
Il territorio è oggi compreso nella nuova provincia di Olbia-Tempio (di cui costituisce la parte centrale e più importante) e in parte limitata in provincia di Sassari, mentre in precedenza era compreso prevalentemente nella provincia di Sassari e in minima parte in quella di Nuoro. Il toponimo presenta la stessa radice dell'ebraico galil e dal fenicio gallal "paese d'altura", a volerne sottolineare la natura prevalentemente montuosa (Monte Puntaccia, Monte Abbalata), specie se paragonata a quella pianeggiante o collinare del confinante Logudoro. Anticamente riportata come Gallul, Gallula e poi Gallura. Ricca di roccia granitica levigata dal vento, dalla pioggia e dal mare, specie sulle coste, sculture naturali di forme bizzarre come quella dell'Orso nei pressi di Palau, conferiscono alla Gallura un aspetto assai originale, molto simile a quello del sud della Corsica e che lascia spazio solo verso nord a fertili pianure. La vegetazione spontanea è formata da macchia mediterranea ( lentischio, cisto, corbezzolo, mirto ecc.). L'interno invece ha un aspetto differente, più riparato dai venti è caratterizzato da imponenti affioramenti granitici e boschi di querce e sughere la cui lavorazione costituisce una delle principali attività produttive.
La Gallura storica comprende 22 comuni di cui 21 in provincia di Olbia-Tempio e 1 in provincia di Sassari: Olbia, Tempio Pausania, Arzachena, La Maddalena , Calangianus, Luras, Aggius, Bortigiadas, Santa Teresa Gallura, Luogosanto, Palau, Aglientu, Trinità d'Agultu e Vignola, Telti, Golfo Aranci,Badesi, Viddalba (SS), Sant'Antonio di Gallura, Loiri Porto San Paolo, San Teodoro, Budoni, e Padru.
Storia
La cattedrale di San Pietro nel centro storico di Tempio
La basilica romanica di San Simplicio a Olbia
Origini e Preistoria
Per approfondire, vedi le voci Cultura di Arzachena e Civiltà nuragica.
Non è stata ancora provata la presenza dell'uomo in Gallura nel paleolitico. L'uomo è arrivato in Sardegna circa 700.000 anni fa, percorrendo il blocco sardo-corso, dopo aver attraversato lo stretto di mare che si congiunge all'arcipelago Toscano. È perciò molto probabile la sua presenza anche in Gallura. La più antica presenza dell'uomo in Gallura risale al neolitico. Ad Aglientu in località Lu Littaroni e a Cala Corsara nell'isola di Spargi è stata trovata una grande quantità di ceramica e di ossidiana proveniente dal Monte Arci. Questo indica, ancora una volta, la Gallura come passaggio obbligato "dell'oro nero" nell'antichità. Le rotte da e per la Sardegna erano ben conosciute e le sue risorse richiamavano una massiccia affluenza di genti e di idee. L'attuale Gallura è stata popolata da genti corse fin dall'antichità preromana. In epoca nuragica la Gallura ha costituito una testa di ponte per la diffusione della cultura nuragica nel sud della Corsica e si segnala in particolare la diffusione e tipicità della tipologia a "corridoio" (imparentata con le tipologie torreane della vicina Corsica)) e di quella mista corridoio-tholos), spesso accomunate dall'integrazione tra strutture architettoniche e rocce circostanti.
Periodo Romano.
Dopo la conquista della Sardegna da parte dei romani (238 a.C.) la città di fondazione punica di Olbia assume notevole importanza essendo il porto maggiormente vicino alla penisola, collegato a Calares e Turris Lybissonis.
Periodo Giudicale: il Giudicato di Gallura
Per approfondire, vedi la voce Regno di Gallura.
Dopo il decadimento di Olbia a seguito delle incursioni dei vandali dal 594 ha una sede vescovile a Phausiana per iniziativa del papa Gregorio Magno, poi sostituita in periodo giudicale da quella di Civita. Nel medioevo, dalla metà del IX secolo la Gallura costituisce uno dei quattro Giudicati (o Regni) autonomi in cui era divisa l'isola, con capitale Civita (l'odierna Olbia). Il Giudicato di Gallura comprendeva le attuali regioni storiche della Gallura, delle Baronie e parte del Nuorese. Nel 1073 in una epistola che il Papa Gregorio VII indirizza ai Giudici Sardi per invitarli alla sottomissione alla chiesa di Roma compare per la prima volta la denominazione "Gallura" nel riferimento Costantinus Gallurensis. In successivi documenti comparirà anche nelle forme Gallul, Gallulu, Gallula e poi Gallura. Occorrerà invece attendere una Carta Pisana della metà del XIII secolo per veder riportato il termine Galorj (nei pressi dell'attuale Punta Nera a Palau) su una carta geografica.
Periodo aragonese e iberico.
In periodo tardo medioevale e aragonese all'abbandono di Civita (che diviene Terranova) e allo spopolamento delle coste oppresse dalle incursioni piratesche arabe corrisponde un maggiore sviluppo delle zone interne e della città di Tempio. Tra il Cinquecento e il Settecento la crescita delle immigrazioni dalla Corsica (peraltro costanti dall'antichità) ne hanno condizionato il peculiare carattere che riflette ancora notevoli specificità rispetto al resto della Sardegna e danno luogo al consolidarsi del dialetto gallurese e alla cultura degli stazzi.
Periodo sabaudo
Nel 1839 la sede vescovile viene trasferita a Tempio che nello stesso periodo era stata elevata al rango di città (1836) e di capoluogo di provincia (dal 1807 al 1821 e dal 1833 al 1859).
Il XX secolo e il periodo contemporaneo Con la fine dell'Ottocento e il XX secolo con il miglioramento dei collegamenti e lo sviluppo turistico si è invertita la tendenza insediativa a favore della fascia costiera (in particolare nel settore compreso tra Santa Teresa, la Costa Smeralda e San Teodoro) e della città di Olbia. La Gallura presenta il più elevato reddito pro-capite della Sardegna.
Un tipico stazzo gallurese restaurato
Linguistica
Per approfondire, vedi la voce Dialetto gallurese.
In Gallura si parlano essenzialmente due lingue: il gallurese, dialetto di chiara origine còrsa e il sardo logudorese nella varietà settentrionale, che ha comunque assimilato parte del lessico corso e gallurese adattandolo alla struttura della lingua sarda. In termini di distribuzione geografica il gallurese, originatosi nell'Alta Gallura, è parlato in quasi tutta la Gallura (da Viddalba a San Teodoro, fatta eccezione per i centri di Olbia e di Luras,nonché di parte dell'agro di Golfo Aranci) mentre il logudorese - che fino al 1400 era diffuso in tutta la Gallura e nella cui lingua venivano redatti i documenti dei governi giudicali - è tuttora diffuso a macchia di leopardo: Olbia, Luras, parte dell'agro di Golfo Aranci, Padru, Budoni. Alla Maddalena più propriamente si parla l'isulanu, una variante del Corso molto prossima a quello parlato nell'entroterra di Bonifacio (Cossu suttaninu). Ad Aggius si parla un gallurese particolare, che ha assunto influenze sassaresi nella pronuncia, mentre Bortigiadas è ora galluresofono, ma fino a metà del secolo scorso il suo idioma era un logudorese fortemente corrotto dal gallurese.
Architettura e monumenti principali
L'architettura della Gallura si caratterizza per l'ampio utilizzo del granito.
Preistoria e Periodo nuragico Necropoli di Li Muri a Arzachena
Pozzo sacro di Sa Testa a Olbia
Tomba dei Giganti di Su Monte de s'Ape a Olbia
Tomba dei Giganti di Coddu Vecchju ad Arzachena
Tomba dei giganti Li Lolghi ad Arzachena
Tomba dei giganti 22Pascaredda a Calangianus
Nuraghe Albucciu ad Arzachena
Naraghe Maiori a Tempio Pausania
Architetture del periodo romano
Resti della città romana e dell'acquedotto di Olbia
Architetture medioevali e di età giudicale
Basilica di San Simplicio a Olbia (XI-XII secolo)
Castello di Pedres a Olbia (1296-1388)
Castello di Balaiana a Luogosanto
Palazzo di Baldu a Luogosanto
Frammenti medioevali nella casa erroneamente attribuita a Nino di Gallura a Tempio Pausania
Chiesa di Nostra Signora di Luogosanto
Architetture dal quattrocento al settecento nel periodo iberico
Facciata gotico-aragonese dell'Oratorio del Rosario a Tempio Pausania
Stazzi nelle campagne galluresi
Parrocchiale di Santa Giusta a Calangianus (XVII secolo)
Oratorio di Sant'Anna a Calangianus
Oratorio di Santa Croce, del Rosario, di Sant'Anna e della Madonna di Itria ad Aggius
Parrocchiale con campanile e oratori del Purgatorio e di San Pietro a Luras
Palazzo Pes-Villamarina a Tempio Pausania
Palazzo degli Scolopi con corte porticata a Tempio Pausania
Complesso del Santuario, della Parrocchiale e del Camposanto di Nuchis
Santuario della Natività di Maria a Luogosanto
Palazzetti in granito dei centri storici di Tempio Pausania, Aggius e Calangianus
Architetture sabaude e ottocentesche
Chiese campestri nelle campagne galluresi
Piano di espansione di La Maddalena (1777)
Piano Regolatore di fondazione sabauda di Santa Teresa Gallura dell'ing. Francesco Maria Magnon (1808)
Ampliamento della cattedrale di San Pietro a Tempio Pausania (XIII secolo) e sopraelevazione del campanile quattrocentesco
Facciata e copertura della Chiesa medioevale di Santa Croce (XIII secolo) a Tempio Pausania
Santuario del Buon Cammino a Santa Teresa Gallura
Chiesa della Santissima Trinità a Trinità d'Agultu
Villa Tamponi a Olbia (1870)
Palazzo municipale a Tempio Pausania (1882)
Villa Weber a La Maddalena
Architetture del novecento e contemporanee
Municipio di Olbia
Scuole elementari "Vecchio Caseggiato" o "Scolastico" a Tempio Pausania (1910/1917)
Scuole elementari "Scolastico" a Olbia (1911)
Teatro del Carmine a Tempio Pausania (1928-1929)
Stazione e officine ferroviarie di Tempio Pausania (1930-33) con dipinti di Giuseppe Biasi (1931-32)
Architetture della Costa Smeralda
Centro Commerciale Terranova a Olbia, progettato dall'arch. Aldo Rossi;
Teatro sul Golfo di Olbia, progettato dall'arch. Giovanni Michelucci
Museo Archeologico Nazionale ("Museo del Mare"), progettato dall'arch. Giovanni Maciocco
Ampliamento dell'aeroporto "Costa Smeralda" a Olbia
domenica 2 agosto 2009
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